Performance titolo

In un anno caratterizzato da mercati azionari estremamente volatili, la natura difensiva del titolo Terna ha consentito di archiviare performance decisamente superiori sia alla media delle Blue Chips italiane che alla media dei titoli del settore europeo. Il titolo ha infatti guadagnato il 28,5%, a fronte di un guadagno del 19,5% del FTSE Mib e dello 0,98% del DJ Stoxx Utilities.
Proprio nell’ultima seduta borsistica del 2009, il titolo Terna ha aggiornato il massimo storico dall’IPO, a quota 3 euro, confermandosi anche l’unico titolo delle Blue Chips a chiudere l’anno sui massimi storici di sempre.

Occorre ricordare che nel 2009 i timori di una prolungata recessione globale, i deludenti dati macro americani e le difficoltà del settore bancario hanno portato i listini mondiali a perdere circa il 35% in meno di tre mesi. In questo stesso periodo, Terna è invece riuscita a preservare il suo valore, registrando solo un frazionale ribasso (pari all’1,6%).

Da metà marzo, gli interventi a sostegno degli istituti finanziari e della liquidità dei mercati, portati avanti da Banche Centrali e Governi, hanno guidato un trend rialzista che ha consentito un pieno recupero, tanto che i listini americani ed europei hanno chiuso l’anno con incrementi nell’intorno dei 20 punti percentuali rispetto ai livelli di fine 2008. Anche il titolo Terna ha proseguito il suo trend di crescita, sostenuto da un newsflow positivo, legato principalmente a un contesto regolatorio favorevole (testimoniato dall’introduzione, tra le altre, di misure volte a mitigare l’effetto congiunturale del calo dei volumi di energia sui ricavi della Società), a una significativa accelerazione degli investimenti e soprattutto all’intensa attività di M&A (l’acquisizione della rete in Alta Tensione di Enel Distribuzione e la cessione della controllata brasiliana Terna Participações), che ha determinato importanti evoluzioni strategiche, come l’annuncio di un progetto sul fotovoltaico e una nuova politica dei dividendi.

Proprio la nuova politica dei dividendi ha contribuito a supportare la redditività per l’azionista: nel 2009, il Total Shareholder Return (TSR) è stato pari al 37,2%, molto superiore al rendimento garantito nello stesso periodo dal settore (7,9% DJ Stoxx Utilities) e dal mercato italiano (23,9% FTSE Mib).

Con questo TSR, Terna si è posizionata al primo posto assoluto tra le utility europee ed è risultata la prima tra le utility delle Blue Chips italiane.
La crisi ha impattato negativamente sui volumi di trading del listino azionario italiano, dove i titoli delle Blue Chip hanno perso il 13% di scambi rispetto allo scorso anno. Più contenuto, invece, il calo per Terna, che ha registrato una riduzione del 9% nel volume giornaliero medio di scambi del 2009 (11 milioni di azioni).
Anche nei primi mesi del 2010, il titolo Terna conferma un’ottima performance. A metà marzo il titolo tratta ai massimi storici di sempre (3,1825 euro), con un apprezzamento da inizio anno del 6%, in un contesto dove sia il FTSE Mib che il settore europeo perdono circa il 3%1.

Dal collocamento, avvenuto nel giugno 2004, Terna ha fatto registrare un apprezzamento di circa l’87%, a fronte di un calo del 19% registrato dall’indice FTSE Mib. Anche il Total Shareholder Return è stato significativamente superiore a quello garantito dalla media delle aziende italiane (157% vs 0,3% del FTSE MIB)1.

ANDAMENTO DEL TITOLO TERNA E DEGLI INDICI FTSE MIB E DJ STOXX 600 UTILITIES

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Fonte: Bloomberg.
(1) Rispetto alla chiusura del 16 marzo 2010.